Euro appesi ad asciugare

AML: alla scoperta delle nuove disposizioni normative

Nel corso degli anni, l’innovazione finanziaria e tecnologica ha portato ad un miglioramento degli standard usati per muovere somme di denaro, anche ingenti. Ma se da una parte i servizi Fintech e le criptovalute hanno comportato una semplificazione delle transazioni nella nostra vita quotidiana, dall’altra hanno prodotto un mondo “subacqueo” di finanziamenti illeciti. Un gigantesco mostro fagocitatore che, secondo le stime dell’Office on Drug and Crime delle Nazioni Unite, rappresenta circa tra il 2 e il 5 percento del PIL globale; tradotto in numeri, si concretizza in un giro d’affari di 2000 miliardi di dollari. Una cifra impressionante, considerate le concrete difficoltà nel tracciare i movimenti di simili quantità di liquidi.

Anti Money Laundering: vecchie e nuove regole

La normativa sull’argomento, di conseguenza, è divenuta negli anni sempre più corposa e articolata, generando tra l’altro specifiche direttive volte a contrastare quello che in inglese viene definito Anti Money Laundering, o AML. La IV Direttiva UE 2015/849 in Italia è stata recepita con un apposito decreto legislativo, il n.90/2017. A queste evoluzioni rilevanti si affiancano tre importanti documenti attualmente in consultazione, di cui due emessi da Banca d’Italia e il terzo da IVASS.

  • Il primo documento Bankit, “Disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela”, prevede un rafforzamento delle procedure e degli adempimenti su questo tema. Le evoluzioni proposte sono sostanziali e comportano la revisione del perimetro di applicazione degli obblighi di adeguata verifica, con esclusione del criterio basato sulle categorie di clientela/prodotti per passare ad un approccio risk based.
  • Il secondo documento Bankit, “Disposizioni su organizzazione, procedure e controlli in materia antiriciclaggio”, intende attuare le previsioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni per il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Rappresenta un’evoluzione del Decreto 90 del quale, per quanto possibile, è stata conservata la struttura. Le modifiche sono estese e non evidenziate, e quindi comportano un lavoro di analisi approfondita e contestualizzazione all’impianto di antiriciclaggio.
  • Il terzo documento, emanato da IVASS, contiene le disposizioni attuative volte a prevenire l’utilizzo delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi a fini di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, in materia di organizzazione, procedure e controlli interni e di adeguata verifica della clientela. Questo documento, che rimarrà in consultazione fino al 21 giugno, tiene anche conto degli orientamenti delle Autorità Europee di vigilanza sugli stessi temi.
Problemi e soluzioni: dal KYC alla blockchain

Nonostante le molte norme mirate a vigilare su queste transazioni fraudolente, il numero effettivo dei traffici illeciti portati a galla rimane comunque basso. Altri processi e strumenti tecnologici potrebbero però risultare utili a contrastare il fenomeno del riciclaggio.

Ad esempio, l’applicazione logica della verifica identitaria, meglio conosciuta come Know Your Customer – o KYC – ridurrebbe concretamente il rischio, abbassando conseguenzialmente l’effort lavorativo ed economico dei controlli. Il sistema KYC, però, in molti casi si è dimostrato di difficile applicazione, in quanto costi, evoluzione normativa e adempimenti in campo di privacy ne hanno rallentato la corsa.

Un aiuto concreto, in questo senso, potrebbe arrivare dalla tecnologia Blockchain. Il suo uso, come strumento univoco di verifica, potrebbe aiutare a ridurre sia il rischio di non conformità, sia l’effort lavorativo necessario alla convalida dei documenti, abbattendo costi e tempi generati dai processi KYC.

Un aiuto da NIKE Group

In questo scenario sempre più complesso, NIKE Group fornisce un supporto strutturato alle aziende su molti temi ed attività di competenza della funzione AML.

Attraverso la piattaforma Regulatory Hub del nostro centro di analisi normativa Regulatory Services, NIKE mette a disposizione gli Infoproviding di aggiornamento e approfondimento specialistico per le Funzioni Antiriciclaggio, oltre a MATRILEX, un’ampia base dati di analisi dei casi giurisprudenziali e delle sanzioni comminate in Italia e negli Stati Uniti per il mancato rispetto degli obblighi AML e CTF.

Rendiamo inoltre disponibili ai nostri clienti, all’interno del servizio MATRICO, le norme nazionali e comunitarie in ambito di antiriciclaggio e antiterrorismo, utili per la tracciatura delle vulnerabilities del processo e per l’avvio di una gap analysis, anche rispetto alle norme in consultazione.

In aggiunta a questi servizi, NIKE Group supporta i clienti nei processi di assessment dell’impianto antiriciclaggio, al fine di valutare le attività di adeguamento necessarie.

In particolare, per molti clienti bancari e fiduciari stiamo sviluppando progettualità specifiche:

  • nella ricognizione e valutazione dei processi di adeguata verifica della clientela e in generale di risk profiling;
  • nella definizione, in linea con i nuovi fattori di rischio, dei criteri per l’identificazione e la valutazione dei profili rilevanti in materia di adeguata verifica e nell’aggiornamento/predisposizione della normativa interna (Policy, Regolamenti, Manuali operativi).

Infine, NIKE Group può affiancare le banche nella valutazione annuale dei rischi relativi ad antiriciclaggio e terrorismo, attraverso una metodologia riconosciuta e già testata sul mercato nonché in linea con le richieste di Banca d’Italia e di IVASS

Vuoi saperne di più su come possiamo supportare la tua azienda sulla tematica AML? Visita il nostro sito e richiedi tutte le informazioni!