mani di uomo su tavolo

Crisi e regole: la visione di Andrea Enria

Un ciclo continuo

Fin dai primi decenni del XX secolo, il fenomeno del ciclo economico ha sempre caratterizzato tutte le varie crisi che si sono susseguite in passato. Che siano esse a ciclo breve, medio o lungo, i loro impatti si sono diluiti nel tempo secondo diversi aspetti, colpendo alcuni di più, altri di meno. Andrea Enria, nuovo capo della vigilanza Unica BCE, ha le idee chiare in merito: “quei sistemi che sono stati più rigorosi nelle riforme regolamentari, più veloci nel pulire i bilanci, più forti nello stabilire una vigilanza rigorosa e nel chiedere una ristrutturazione delle banche, e che hanno accompagnato questo processo con un’espansione della politica fiscale che ha compensato il calo di domanda privata con un sostegno alla domanda pubblica, sono usciti più velocemente dalla crisi”.

Vigilanza e regole

Queste le parole del nuovo capo della Vigilanza Unica BCE, Andrea Enria, che ha parlato al convegno a Milano organizzato dalla Fondazione Corriere della Sera su Giorgio Lunghini, economista keynesiano «eretico» scomparso nel 2018. La teoria alla base del pensiero è da ricercarsi in un allentamento delle regole in tre macroaree ben distinte: la Regolamentazione del Capitale, la Vigilanza della crisi e la Gestione della crisi stessa. Secondo Enria, il fenomeno critico poteva essere intercettato prima del suo innesco, qualora fossero stati autorizzati maggiori interventi pubblici di regolamentazione “favorendo la ristrutturazione dei sistemi bancari”. Qui sta l’inghippo – sostenuto anche dal governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco – secondo il quale il problema fondamentale sta nel rimpicciolimento dello spazio di manovra del settore pubblico. A chi vigila, per farla breve, non possono essere negati gli strumenti per vigilare, compreso l’intervento pubblico.

Qualcosa di buono

Repetita iuvant, dicevano i latini. In effetti, dalla crisi passata abbiamo imparato quale sia la “corretta allocazione delle perdite agli investitori privati, ma anche l’intervento a limitazione degli impatti sistemici della crisi” – chiosa Enria -. Anche se comunque l’inversione di rotta sembra ancora lungi dall’essere attuata. “Mi intristisce – continua – vedere la resistenza a queste riforme, che siano così avversate con argomenti anche speciosi come quello dell’impatto sul credito, l’economia reale e l’occupazione, come se qualunque regola fosse un intralcio all’equilibrio del capitalismo e a una crescita senza fine”. Sui suoi prossimi 5 anni di mandato a Francoforte il capo della vigilanza è positivo. “Sono orgoglioso di contribuire nella mia attività quotidiana a rendere questa vigilanza rigorosa e forte”, conclude.

– DISCOVER THE REGTECH COMPANY –