Cyber security Month

Sicurezza digitale: ottobre è il Cyber Security Month

Il mese della sicurezza digitale

L’Europa ha un grande problema: la sicurezza digitale. Come abbiamo scritto nel precedente articolo estrapolato dal rapporto CLUSIT 2019, gli attacchi perpetrati dai criminali cibernetici nei confronti di aziende e singoli cittadini sono, nel 2019, i più alti mai registrati. I dati confermano quello che all’inizio era solo un sospetto condiviso: la sicurezza degli stati europei è ancora troppo labile rispetto alle continue evoluzione cibernetiche degli attaccanti. Prendiamo di esempio il caso Sogei: di recente, la società è stata sotto i riflettori per gravi falle sul fronte della sicurezza. I dati fiscali dei clienti infatti, erano liberamente accessibili a tutti: bastava collegarsi al sito alla pagina “Fatture e Corrispettivi” ed inserire il codice fiscale di un contribuente tenuto alla trasmissione telematica dei documenti fiscali, per accedere ai registri di quell’utente. Non si tratta di un attacco hacker, dunque. Ma i danni e il furto di dati conseguenti sono stati alla stregua di un vero e proprio data breach. Al fine di sensibilizzare i cittadini europei sul tema, e per dare a tutti delle armi al fine di non cadere in questi gravi errori, la stessa Unione ha lanciato in ottobre il Cyber Security Month: un’occasione per condividere e sperimentare nuove tecniche volte al contrasto della cyber warfare.

Le parole degli esperti

L’idea è quella di rendere generalmente più consapevoli sia le società europee che i singoli cittadini sulle procedure basilari per rendere più sicura la vita sul web. “Se vogliamo completare il mercato unico digitale – afferma Marlya Gabriel, Commissario europeo per l’Economia e la Società Digitale -, è essenziale garantire ai cittadini dell’UE, in particolare ai giovani, le conoscenze e le competenze per proteggersi online. È nostra responsabilità condivisa per tutti i cittadini diventare utenti responsabili delle tecnologie emergenti”. Sono infatti i comportamenti da adottare il fulcro centrale della questione: se le preoccupazioni per la sicurezza del web passano prima da livelli più “alti” – spionaggio cibernetico, guerra digitale ecc. -, non possono che passare anche per le piccole azione che, ogni giorno, contribuirebbero a rendere la “messa in sicurezza” del web da parte degli Stati indubbiamente più veloce. “Le minacce informatiche si stanno evolvendo rapidamente e il comportamento umano può svolgere un ruolo fondamentale nel modo in cui manteniamo la sicurezza informatica”, chiosa Udo Helmbrecht, direttore esecutivo si ENISA. E come dargli torto?

Due punti focali

Due obiettivi fondamentali nel piano della Commissione.

Il primo è definito “Cyber Hygiene”. Si tratta fondamentalmente delle procedure ad uso comune per arginare i data breach. Avere buone pratiche di sicurezza informatica può fornire agli utenti una maggiore sicurezza utilizzando i propri dispositivi, che si tratti di un computer, uno smartphone, un dispositivo indossabile o qualsiasi altro gadget connesso a Internet. Il messaggio chiave è trasmettere come “l’igiene informatica” debba essere un’abitudine che si impari fin dalla tenera età, rimanendo una routine quotidiana per tutta la vita.

Il secondo punto si concentra sul tema delle “Emerging Technologies” e su come proteggere le persone e tutti i loro dispositivi tecnologici – cellulari, smart watch ecc. – Queste tecnologie evolvono rapidamente: ma non altrettanto velocemente si evolve la consapevolezza delle stesse, del loro potenziale, dei rischi ad essi collegate e della privacy che ognuno di noi dovrebbe tenere, appunto, privata. I cittadini dovrebbero essere guidati verso una conoscenza approfondita delle nuove tecnologie: solo così sarà possibile aumentare l’awarness sulla sicurezza digitale, non lasciando indietro nessuno.

Più sicuri, insieme

Garantire che tutti i cittadini siano consapevoli dei rischi online e dispongano degli strumenti per diventare utenti più resilienti e sicuri è un obiettivo chiave del mese europeo della cyber sicurezza. A ottobre, invitiamo tutti a stare all’erta sulle nuove tecnologie ed a stabilire delle forti abitudini di cyber igiene”, conclude Helmbrecht. L’ENISA ha inoltre pubblicato un video, visibile a tutti, sulle buone pratiche per mantenere sicuro il mondo digitale. È il momento che tutti gli europei imparino a conoscere i rischi del cyber-mondo: magari, un passo alla volta.

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