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Cyber crimine: in Europa più informazione ma poca formazione

La guerra degli 0 e 1

Torniamo oggi a scrivere di un argomento che, per quanto fortemente discusso, lascia ancora molte perplessità all’interno della Comunità Europea, in quanto soggetto a forti cambiamenti legislativi: il cyber crimine. Recentemente, la tutela della privacy all’interno del cyber mondo è stata al centro di numerosi dibattiti, che hanno portato le legislature dei vari stati a condurre una vera e propria lotta senza quartiere per garantire la sicurezza dei proprio cittadini sul web. In questi giorni, l’Unione Europea ha redatto un report di grande rilievo riguardante il modo con cui cittadini europei percepiscono il cyber-crime. I dati sono di facile interpretazione: nonostante una forte consapevolezza di quelli che sono i rischi legati al mondo del World Wide Web, una buona parte dei cittadini europei non si sente pronta – o sufficientemente formata – a proteggersi in modo adeguato.

Dati alla mano: più consapevolezza ma meno conoscenze

I risultati mostrano dati interessanti: se nel 2017 soltanto il 46% degli europei era informato sui rischi derivanti da internet, oggi più del 52% si sente maggiormente consapevole, dichiarando di comprendere bene tutte le problematiche legate al mondo del crimine cibernetico. D’altra parte, però, alla conoscenza delle problematiche non si affiancano le competenze necessarie a far sentire gli europei più sicuri: se nel 2017 infatti gli utenti capaci di attuare delle cyber difese erano il 71%, oggi il loro numero è sceso al 59%. Questi due dati possono già fornirci una chiave di interpretazione. Da un lato abbiamo la parte “teorica”: tutte quelle informazioni spicciole che possono facilmente essere assorbite dagli utenti basti pensare che fino a due anni fa praticamente nessuno sapeva cosa fosse un ransomware. Dall’altro, quella “pratica”, ossia il mettere tali informazioni in atto per costituire un perimetro di sicurezza. Il gap sta proprio qui nel mezzo: a fronte di una buona informazione non corrispondono le competenze necessarie a gestirla.

La parola agli esperti

Questa guerra al crimine cibernetico fa parte del paniere quotidiano per la costruzione di un’Europa più consapevole: “La lotta al crimine informatico è una parte fondamentale del nostro lavoro per la costruzione di un’Unione che protegga i suoi cittadini. – afferma la Vicepresidente del “Promoting our European way of life” Margaritis Schinas – I criminali informatici non conoscono confini. Questo è il motivo per cui continueremo a sostenere la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le autorità di contrasto e assicureremo che dispongano degli strumenti e delle competenze giusti per affrontare le sfide dell’era digitale”. L’idea di una comunità informata è ampiamente condivisa. “Dobbiamo fare di più per sensibilizzare sulle minacce e sui modi per rimanere al sicuro online, ma non possiamo fermarci solo alla prevenzione le fa eco Ylva Johansson, commissario per gli Affari Interni. Dobbiamo colmare il crescente divario tra le capacità dei criminali e quelle delle autorità di contrasto. Questa sarà una delle priorità nel nostro nuovo modo di procedere sulla sicurezza interna”.

Un obbiettivo comune

Le proposte per colmare questi gap non mancano. L’UE è già impegnata fortemente nella lotta al cyber crimine: creando leggi più stringenti, assistendo meglio le vittime di cyber attacchi, rinforzando la cooperazione internazionale. Con la creazione dello European Cybercrime Centre coordinato da Europol, l’Unione supporterà gli Stati membri con la creazione di un framework condiviso basato sulle direttive del NIS, sul Cybersecurity Act, sullo European Blueprint for digital transformation e su delle infrastrutture comunitarie in grado di rispondere a tutte le necessità del mondo cyber. Solo attraverso una cooperazione fra più stati l’Europa potrebbe essere in grado di condurre la trasformazione digitale mondiale, senza rimanerne fanalino di coda. Soprattutto in Italia, dove finalmente le legislature si muovono anche se in ritardo rispetto al resto in questa direzione.