digital finance

Finanza 4.0, l’era del digitale

Un mondo di dati

Big data, IA, Fintech, RegTech. Terminologie che da una nicchia specifica sono passate ad uso comune in un lampo, nel giro di qualche anno. Parole che stanno assumendo un significato ben preciso, che ha sapore di innovazione, di ricerca e di sviluppo. Ma perché tutta questa risonanza? E perché moltissime start-up in varie parti del mondo stanno puntando in questa direzione? La risposta va cercata nella rete neurale che ormai è il mondo finance. Che quest’anno ci sta fornendo la stessa risposta da ogni parte del globo: e cioè che l’Industria 4.0 è arrivata a toccare anche il mondo della finanza, cambiandolo per sempre.

Trasformare, ma come?

Uno dei problemi fondamentali di questa trasformazione digitale sta sicuramente nel modo in cui la stessa viene percepita. L’Italia ha una lunga tradizione di demonizzazione della finanza, che spesso e volentieri è stata vista come asservita ai poteri forti, fumosa, criptica. Tipica l’espressione “squalo della finanza” che ognuno di noi avrà sentito almeno una volta nella vita. C’è un punto però che sembra venire costantemente dimenticato: e cioè che non è la finanza in sé il problema, ma coloro che la compongono. Il problema non sussiste nei mezzi con i quali si arriva al fine, quanto nel fine stesso. Negli attori fraudolenti che popolano il suo palcoscenico, su cui i delinquenti – travestiti da operatori finanziari – recitano la parte del leone. Tutto questo, per fortuna, sta iniziando a cambiare. Un po’ per merito della maggiore “alfabetizzazione finanziaria” – per citare le parole de Il Sole24Ore – un po’ perché il mondo finanziario sta abbandonando da sé quei modelli analogici che lo avevano sostenuto sino ad ora. L’evoluzione, pronti o meno, è alle porte.

FinTech e cultura finanziaria

Qui si inizia a parlare di Financial Technology, o FinTech, per abbreviazione. L’onda della digitalizzazione avrà sicuramente la potenza di travolgere ed eradicare questi vecchi preconcetti che hanno relegato la finanza negli alti palazzi. Per questo, le azioni di policy dovrebbero piuttosto che proibirne l’accesso ai più (la classica reazione del legislatore) cavalcarne l’onda e sfruttare le nuove tecnologie per favorire una maggiore diffusione della cultura finanziaria e del rischio. È infatti il Risk Managment il frangente in cui di sicuro queste tecnologie prenderanno fortemente posto, soprattutto nella gestione del rischio di credito.

Machine learning, un nuovo amico

Un altro campo di applicazione, che abbiamo già attenzionato in questo nostro articolo, e quello del Machine Learning. Qui le possibilità si moltiplicano esponenzialmente: come abbiamo già scritto, la permeabilità del machine learning su più layers – sia esso descrittivo, predittivo, adattivo – e del deep learning in tutte le sue declinazioni – CNN, RNN ecc. – permette attraverso gli algoritmi adattivi di creare tutta una serie di strumenti e applicativi mai visti sino ad ora.

La nostra sfida

NIKE Group sta già investendo nel potenziamento di questa tecnologia. Gli strumenti di Intelligenza artificiale possono gestire, affinare e comprendere diversi tipi di dati, anche destrutturati. Per trasformare i dati in conoscenza possono essere applicate soluzioni cognitive combinate a tecnologia tradizionale per estrarre conoscenza da enormi volumi di dati strutturati e non. Le informazioni elaborate dall’intelligenza artificiale possono poi essere comunicate in linguaggio naturale e interagire con utenti e clienti finali con nuove modalità, anche automatizzate e inserite in processi «tradizionali» e tipici già esistenti. La proposta si articola in tre punti fondamentali:

  • Analisi dell’attuale processo di gestione dei dati.
  • Studio di macro-fattibilità della soluzione innovativa di gestione e analisi dei dati raccolti.
  • Sperimentazione dell’IA su un perimetro di casistiche limitato, con un campione di dati trattati.
Possibilità infinite

Cambiamento non significa necessariamente rivoluzione. L’accezione di rivoluzione implica quasi sempre un significato negativo, dal sapore disruptive e che mediamente non viene ben accettato da tutti. Meglio parlare di trasformazione, di possibilità, di cambiamento, per l’appunto. Perché se da una parte è vero che con l’avvento di queste tecnologie molti “dinosauri finanziari” capitoleranno, è anche vero che il fiorire delle start-up in ogni parte del mondo lenirà il dolore delle loro perdite. Ed è certo che i più avvezzi al cambiamento potranno aprire all’industria finanziaria campi fino ad ora sconosciuti. Di cui tutti beneficeranno.

Che lo si voglia o meno, il cambiamento è arrivato. Toccherà a noi decidere se cavalcare l’onda, o lasciarci travolgere.

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