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Sustainable Investment Framework: dall’UE una bozza per un futuro più verde

Un framework condiviso

La sostenibilità è ormai il leitmotiv che accompagna testate giornalistiche, opinionisti e scienziati in tutto il mondo. Grazie alla spinta dei giovani, degli opinionisti e degli esperti, supportati dalla scienza, la lotta al climate change è sicuramente il movimento partito dal basso – cioè dai cittadini comuni – più significativo del nostro momento storico. Dopo anni di presidi e manifestazioni buona parte dei governi del globo, col plauso generale, hanno adottato sistemi di prevenzione contro il surriscaldamento globale, che si sono tradotti con gli Accordi di Parigi sul Clima del 2015 per poi declinarsi in diverse forme. Oggi, la Commissione europea ha compiuto un altro passo importante: la stesura di una bozza per un Framework di riferimento per gli Investimenti Sostenibili: un documento interdisciplinare attualmente in consultazione che getta delle basi concrete, non solo astratte, per creare una regolamentazione corretta. Composta da 69 pagine, la bozza conta 18 articoli fondamentali.

La natura del cambiamento

Data la natura sistemica delle sfide ambientali globali – si legge in una delle premesse –, è necessario un approccio sistemico e lungimirante alla sostenibilità ambientale, che affronti le tendenze negative in crescita, come i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, il consumo globale di risorse, la comparsa di nuovi minacce tra cui sostanze chimiche pericolose e i loro effetti combinati, scarsità nutrizionale, deplezione dell’ozono, acidificazione degli oceani, deplezione di acqua dolce e cambiamento del sistema terrestre”. Le sfide ambientali sono un pericolo a 360° gradi, qualsivoglia sia la loro natura. L’assenza di criteri uniformi, quindi, non farà che aumentere i costi creando un disincentivo significativo per gli operatori economici, costituendo inoltre un ostacolo all’accesso ai mercati dei capitali transfrontalieri per investimenti sostenibili a livello globale. Ovviamente, questa regolamentazione va a sommarsi a quelle già esistenti – Regolamenti 995/201041, 1143/201442 e 511/201443 e direttive 2009/147 / CE del Parlamento europeo…- costituendo il nuovo framework di riferimento.

Capitolo 1: premesse

Il primo capitolo della bozza serve a contestualizzare i diversi criteri. Esso delinea l’ambito di applicazione soggettivo e oggettivo, oltre che la definizione dei soggetti coinvolti. Il secondo articolo, invece, è un compendium di definizioni legate alla sostenibilità, e di tematiche differenti per tipo di sustainable alert.

Capitolo 2: il framework

Dal secondo capitolo in poi si passa alle “Attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale” al fine di determinare il grado di sostenibilità di un investimento, cioè quando e se un’attività economica è considerata sostenibile dal punto di vista ambientale. Attraverso la costruzione di differenti criteri condivisi, di trasparenza dei prodotti finanziari, di un contributo sostanziale ai fattori ESG, di una finestra molto ampia di voluntary disclosure, l’UE definisce gli obbiettivi di sostenibilità ambientale che andranno a impattare su diversi aspetti finanziari. La mitigazione dell’impatto climatico, l’uso sostenibile delle risorse marine, la transizione ad una economia circolare, la prevenzione e il controllo dell’inquinamenti sono alcuni dei punti cardine da attenzionare. Se da una parte troviamo gli impatti da mitigare, dall’altra abbiamo un congruo pacchetto di finanziamenti per tutte le aziende che sceglieranno di affiancarsi più rapidamente ai binari del Framework, costituendo azioni concrete per la mitigazione degli impatti ambientali. Alla fine del capitolo troviamo alcune sostanziali modifiche al Regolamento 2019/2088Disclosure Regulation – dove vengono compiute precisazioni in merito a trasparenza e termini di applicazione.

Capitolo 3: disposizioni finali

Il terzo e ultimo capitolo porta in campo le disposizioni finali. Entro 2 anni dall’entrata in vigore, e successivamente ogni tre anni, la Commissione pubblicherà una relazione sull’applicazione del presente regolamento. Entro il 31 dicembre 2021, la Commissione rilascerà poi una relazione riportante le disposizioni necessarie a sviluppare ulteriormente l’attuale tassonomia e ad estenderne il campo di applicazione oltre le attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. Il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Naturalmente, il provvedimento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

È possibile consultare le bozza online direttamente sul sito del Consiglio Europeo.