Fattori ESG: dalla BCE delle nuove linee guida

Un pianeta che respira

L’emergenza sanitaria mondiale ha messo a dura prova la sostenibilità di molte aziende. Con personale ridotto e molti obblighi da ottemperare in materia di sicurezza, l’economia mondiale ha subìto un contraccolpo sostanziale, dovendo innanzitutto preoccuparsi della sicurezza delle persone. D’altra parte, però, l’emergenza ha dato al pianeta la possibilità di risanarsi parzialmente: basti guardare la drastica riduzione del buco dell’ozono o i canali di Venezia per rendersene conto in prima persona. Al fine di tracciare una linea continua con le azioni climatiche compiute finora, la BCE ha aperto una consultazione estremamente importante contenente le aspettative di vigilanza in tema di gestione e informativa dei rischi climatici e ambientali.

Linee guida e riferimenti

La guida prende in considerazione e si sviluppa a partire da pubblicazioni già elaborate in materia. Nel dettaglio, si fa riferimento:

  • al Piano d’azione della Commissione europea per finanziare la crescita sostenibile, mediante il quale la BCE si prefigge di (i) reindirizzare i flussi finanziari verso investimenti sostenibili, (ii) di integrare sistematicamente la sostenibilità nella gestione del rischio e (iii) di rafforzare la trasparenza e la visione a lungo termine; nonché
  • al Piano d’azione sulla finanza sostenibile pubblicato dall’EBA su incarico della BCE, nel quale l’Autorità rivolge messaggi di policy agli enti sul piano della strategia e della gestione dei rischi, dell’informativa, dell’analisi di scenario e delle prove di stress.

In particolare, la guida espone la visione della BCE in merito a una gestione sicura e prudente dei rischi climatici e ambientali relativamente (i) alla formulazione di modelli imprenditoriali e strategie aziendali, (ii) all’attuazione di sistemi di governance, (iii) all’implementazione di sistemi di gestione del rischio nonché (iv) all’accrescimento della trasparenza dell’informativa al pubblico.

A chi si rivolge

Al momento attuale, queste linee guida non hanno nessun valore giuridico. È uno strumento che espone come, secondo la BCE, le banche dovrebbero gestire in modo sicuro e prudente i rischi climatici e ambientali nell’ambito del quadro prudenziale vigente definito dal Regolamento (UE) 575/2013 (CRR), dalla Direttiva (UE) 2013/36 (CRD IV) e dagli orientamenti dell’EBA. Essa si rivolge agli enti significativi sottoposti alla vigilanza diretta della BCE, i quali sono invitati a tener conto della rilevanza delle proprie esposizioni ai rischi climatici e ambientali. L’autorità si attende che questi valutino in quale misura le proprie prassi di gestione del rischio e di informativa per i rischi climatici e ambientali siano sicure e prudenti alla luce delle aspettative definite dalla guida stessa. Ove necessario, gli enti dovrebbero prontamente iniziare ad adeguarsi alle prassi e in generale, a partire dalla fine del 2020, dovrebbero informare la BCE riguardo a qualsiasi divergenza nelle loro prassi rispetto alle presenti aspettative.

Cosa cambia

All’interno delle linee guida si identificano alcuni aspetti che possono meglio indicare la direzione del cambiamento normativo. Possiamo identificare 4 filoni principali di cambiamento:

  1. Aspettative relative ai modelli imprenditoriali e alla strategia aziendale: la BCE ritiene importante che gli enti, nell’attuazione di meccanismi di governance interna, individuino, valutino e monitorino l’impatto corrente e prospettico dei fattori climatici e ambientali, in modo da assicurare la resilienza e la sostenibilità del modello imprenditoriale.
  2. Aspettative sulla governance e la propensione al rischio: Per comprendere i rischi climatici e ambientali e poterli affrontare, gli enti dovrebbero integrarli nei propri quadri di riferimento in materia di governance e di propensione al rischio, con l’opportuno coinvolgimento di tutte le funzioni pertinenti. L’organo di amministrazione dovrebbe tenere conto dei rischi climatici e ambientali nell’elaborazione della strategia aziendale complessiva dell’ente.
  3. Aspettative relative alla gestione dei rischi: La BCE si attende che gli enti integrino i rischi climatici e ambientali quali fattori determinanti per le categorie di rischio già stabilite all’interno dei sistemi di gestione dei rischi esistenti, ai fini della loro gestione e del loro monitoraggio su un orizzonte temporale sufficientemente lungo, nonché in vista del regolare riesame dei relativi presidi.
  4. Aspettative relative all’informativa: Ai fini delle informative regolamentari, gli enti dovrebbero pubblicare le informazioni significative e le metriche fondamentali sui rischi climatici e ambientali che ritengono rilevanti. In particolare, le politiche in materia di informativa dovrebbero specificare le considerazioni essenziali su cui gli enti basano la valutazione della rilevanza dei rischi climatici, nonché la frequenza delle relative comunicazioni.

 

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