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Una tecnologia, mille utilizzi: l’avanzata della blockchain

Ricerca, sviluppo, integrazione, potenziamento. In ogni campo di applicazione, che sia quello finanziario, medico o scientifico, i passi necessari affinché una tecnologia diventi fruibile su larga scala sono questi. Da mesi si discute – e ne abbiamo trattato lungamente anche noi – delle possibili applicazioni della Blockchain technology” (anche se non è propriamente corretto parlare di sola “tecnologia”, quando ci riferiamo al fenomeno Blockchain, ma in questo caso accettiamo l’approssimazione), e di come queste potranno affermarsi nella vita di tutti i giorni. Discussioni che iniziano ad avere una diffusione sempre maggiore e che, nelle ultime settimane, hanno subito accelerazioni volte a individuare risposte che stanno arrivando da diversi fronti.

Uno: Il Decreto Semplificazioni 2019

Partiamo da un documento fondamentale per la nostra analisi: il “Decreto Semplificazioni 2019”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 ottobre 2018, che inserisce importanti innovazioni in merito al tema blockchain. Tra quelli più significativi, abbiamo una prima definizione dei “registri distribuiti”, oltre alla volontà dello Stato di dare un “sostegno, con un fondo venture capital con Cassa Depositi e Prestiti, alle start-up innovative che investono in questa tecnologia”. La definizione di blockchain, secondo il documento, considera tutti i “registri distribuiti”, – Distributed Ledger Technology -.

Il documento individua alcune ipotesi di possibili applicazioni della certificazione dei dati su blockchain, ad esempio per i passaporti e i certificati anagrafici, per i registri aziendali o scolastici, per la riscossione delle imposte e la gestione di identità digitali, ma anche per l’utilizzo di smart contract, per la tracciabilità delle transazioni e per il contrasto alla contraffazione. Insomma, tutti quei campi in cui occorre una certificazione temporale certa ed inoppugnabile: proprio i punti di forza della tecnologia blockchain.

Due: La NotarChain

Ma non è solo dal Governo che arrivano le novità. Sabato 20 ottobre il Notariato, insieme al Devo Lab della Sda Bocconi, hanno chiamato all’azione una ventina di aziende, diverse tra loro, ponendo loro una sfida all’interno di un hackathon: come e dove potenziare la blockchain. Tre le macro-aree investite: gestione di servizi multisign – multi-firma – per criptovalute, servizi di identità digitali per blockchain pubbliche, servizi di escrow per smart contract – ossia la fornitura di dati certificati per “sbloccare” i contratti -. Il tema centrale rimane comunque la necessità di un’identità certificata. E qui che si inizia a parlare di Notarchain, ossia della possibilità di creare una blockchain di cui almeno un nodo sia in mano al Notariato.

L’idea è che, al giorno d’oggi, la blockchain possa essere non un avversario, ma uno strumento con cui i notai possano validare maggiormente la loro posizione potenziando tracciabilità, identità e sicurezza. Poiché, comunque, esistono campi in cui a figura del notaio non potrà in ogni caso essere sostituita – ad esempio, quello della contrattualistica smart -. L’idea vincente è stata partorita da due start-up: creare un’applicazione su blockchain che offra dei servizi che sfruttino le reti pubbliche esistenti per incentivare gli utenti ad associare la propria identità digitale a un address vero e proprio. Sintomo di come la dicotomia blockchain libera = nessuna sicurezza stia lentamente lasciando spazio ad un’idea di blockchain decisamente differente, positiva e propositiva.

Tre: la call 2 action del MISE

Come abbiamo già trattato precedentemente nel nostro articolo, grazie alla firma del Ministro Di Maio l’Italia è entrata nella European Blockchain Partnership. In questo contesto il Ministero per lo Sviluppo Economico – MISE – ha pubblicato un bando con cui selezionare 30 esperti di DLT e blockchain che, sotto supervisione dello stesso Ministro – o di un suo delegato – andranno a comporre il team che stilerà la nostra Strategia Nazionale. Esponenti imprenditoriali, del mondo accademico, dei consumatori o delle organizzazioni sindacali. I punti focali del gruppo di studio saranno molteplici: dall’individuazione di realtà nazionali consolidate sull’argomento, all’approfondimento delle condizioni necessarie per promuovere la ricerca, lo sviluppo, l’impiego, l’adozione e il mantenimento del carattere decentralizzato delle DLT e in particolare della blockchain. Fino all’elaborazione degli strumenti necessari per creare – e favorire – le condizioni economiche, politiche e regolatorie affinché́ cittadini e imprese, in particolare PMI e startup, possano beneficiare del potenziale rappresentato dalle funzionalità̀ di queste tecnologie.

Il ruolo di NIKE Group – The RegTech Company

Nike Group da oltre due anni, studia, analizza e realizza soluzioni che utilizzano le Blockchain – sia pubbliche che private – all’interno delle Istituzioni Finanziarie. Il servizio di notarizzazione dei documenti – Notary Blockchain – è già disponibile per i clienti di NIKE che vogliano rafforzare la propria capacità probatoria dell’autenticità e dell’immutabilità dei propri documenti digitali. Sono in corso sperimentazioni di utilizzo della Blockchain al fine di aumentare i livelli di sicurezza nell’accesso alle transazioni, così come le sue possibili applicazioni per meglio supportare i dettami della GDPR.

L’accresciuto interesse per questi temi, che abbiamo registrato nelle ultime settimane, ci conferma che NIKE era – ed è – sulla strada giusta, e che l’intuizione avuta mesi fa era corretta. È questo che ci conforta: il fatto che il campo dei servizi di “notarizzazione” sia il primo ambito affermatosi con reali casi d’uso. Rappresentando così un concreto passo in avanti sul percorso della trasformazione RegTech dei servizi regolamentari.

NIKE GROUP – DISCOVER THE REGTECH COMPANY