Human and touching a holographic "audit" button

NPL: un problema di sostenibilità per gli auditors

Nonostante un progressivo miglioramento nel periodo post-crisi, i crediti non perfoming restano tuttora una montagna che opprime la salute dei bilanci di numerosi istituti. Come abbiamo scritto nell’articolo precedente, infatti, c’è una differenza molto consistente tra l’Italia e il resto dell’Europa nell’accumulo di tali crediti, tanto da dar vita a varie iniziative nazionali ed europee. Tra cui trovano atto le recenti Linee Guida Bankit per la gestione dei crediti deteriorati delle banche less significant, datate gennaio 2018. Nello stesso periodo, tra l’altro, il sistema nazionale ha visto la cessione di numerosi stock di NPL, nella speranza di ricoprire un po’ quella buca su cui molte aziende avrebbero potuto – rovinosamente – incespicare, con risultati non sempre all’altezza delle aspettative.

In questo contesto, quindi, un processo di valutazione e gestione dei NPL che assicuri allo stesso tempo conformità, efficienza e sostenibilità si dimostra tanto strategico per i risultati della Banca, quanto impegnativo da implementare, per la Governance e le funzioni di controllo.

La proposta di NIKE Group sui NPL

NIKE Group può offrire un supporto efficace nella valutazione e nella gestione dei NPL attraverso un processo strutturato su 6 differenti livelli, progettato per assistere la funzione di Audit nella valutazione dei rischi. Esso è, secondo un approccio SREP, sia quantitativo – determinante cioè i livelli di rischio -, sia qualitativo – sulla base del livello di controllo assunto.

Le sei fasi della valutazione e gestione dei NPL
1: valutazione del livello di rischio

È l’assessment preliminare del contesto as is, su cui impostare le successive verifiche, finalizzato a rilevare la situazione dei crediti rispetto al benchmark di riferimento.

2: comprensione dei processi per la gestione degli NPL

Nella seconda parte viene analizzato il sistema dei controlli interni impiantati dalla Banca per gestire al meglio gli NPL/NPE analizzando le strategie definite, il ruolo degli Organi di Governo e i processi operativi e l’indipendenza delle unità organizzative preposte alla gestione dei crediti anomali.

3: creazione di sistemi di “early warning” per la rilevazione di anomalie

In questa fase si verifica se la banca ha creato dei sistemi di early warning adeguati alla gestione dei crediti, e si procede all’attivazione di sistemi di escalation consapevoli e strutturati.

4: procedure di classificazione / svalutazione crediti

La quarta fase del processo è dedicata a comprendere quali procedure attua la banca per la classificazione e la valutazione degli stock di NPL, verificandone le politiche e valutandone i rischi.

5: monitoraggio e garanzie immobiliari

Nella penultima parte si andrà a vigilare su più aspetti: sia sull’adeguatezza del monitoraggio finora compiuto, sia sulla valutazione delle garanzie immobiliari. Si definirà anche la figura del perito incaricato.

6: Controlli di II livello

In parallelo a queste fasi si esamina l’adeguatezza dei controlli di II livello per la gestione dei crediti non performing. Occorre quindi comprendere l’incisività del secondo livello sia con un’analisi ex ante che una ex post per garantire un adeguato monitoraggio del processo di gestione degli NPL.

Attraverso queste sei fasi, NIKE Group è in grado di supportare al meglio gli auditors nella gestione dei non performing loans, generando un “albero di verifica” che velocizza il sistema di controllo, ma ne assicura al contempo completezza e solidità.

Vuoi saperne di più? Visita il nostro sito www.nikegroup.it o scrivici a info@nikegroup.it.

Il futuro dell’Internal Audit è oggi: costruiamolo insieme!