mani con globo

La strategia italiana per una banca responsabile: il passo dell’ABI

Una spinta dal basso

Cambiamento climatico. Ormai non si parla – giustamente – di altro. Un argomento che, spinto dal basso, è riuscito a far breccia nei palazzi di cristallo europei, come abbiamo visto: segno che finalmente, qualcosa si muove. Quello che più balza agli occhi è proprio questo: il mondo inizia a capire che non si tratta solo di un manipolo di ragazzini arrabbiati, da sbeffeggiare apertamente. Si tratta di un problema che trova spazio qui. Ora. E che, finalmente, sta venendo attenzionato da chi nel concreto potrebbe cambiare le cose. È il caso dell’ABI, che in un comunicato stampa redatto a fine di settembre 2019 afferma di aver aderito ai Principi Onu sul clima per un’attività bancaria responsabile. Un enorme passo avanti, che speriamo possa aprire la strada ad una maggiore sensibilizzazione sul tema: l’impianto finanziario moderno, difatti, è ancora lontano dell’essere completamente eco-friendly. Da qualche parte, però bisognava pur cominciare.

I princìpi ONU per un’attività bancaria responsabile

Ed è proprio in occasione della presentazione dei princìpi nella versione definitiva, che si è tenuta il 22 settembre 2019 a New York nell’ambito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che l’ABI ha ufficialmente accolto l’impegno di dare supporto alle linee d’azione definite nell’ambito dell’UNEP FI, partnership tra United Nations Environment Program (un’Autorità delle Nazioni Unite) e il mondo della finanza globale. 6 princìpi fondamentali da rispettare, che possiamo così declinare:

·       Allineamento: Orientare le strategie aziendali al rispetto dell’Accordo sul Clima di Parigi.
·       Obiettivi: Perseguire concretamente l’obiettivo di ridurre le azioni che hanno impatto negativo sull’ambiente e diffondere i risultati ottenuti in tal senso.
·       Clienti: Impegnarsi a sostenere attività finalizzate al benessere e alla prosperità delle generazioni future.
·       Stakeholders: Sensibilizzare tutti i detentori di interessi, a vario titolo coinvolti nell’attività bancaria, nei confronti degli obiettivi di sostenibilità.
·       Governance e cultura: Operare affinché gli obiettivi di sostenibilità divengano elementi di riferimento, a pieno titolo, dei sistemi di governo interno.
·       Trasparenza: rendere pubblici e verificabili i progressi verso un sempre più compiuto rispetto dei principi di sviluppo sostenibile, da perseguire attraverso un approccio responsabile e orientato al minor impatto ambientale.

Apripista

È indubbiamente una bella sfida: i punti qui contenuti sono articolati, e prevedono il coinvolgimento diretto di attori terzi. Nel suo prendere posizione, l’ABI ha raccolto a sé molti consensi: diversi infatti sono stati gli astanti che hanno sposato l’iniziativa. Moltissime infatti le associazioni e i gruppi bancari europei – Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Norvegia, Olanda e Spagna – ed extraeuropei – Brasile e Sudafrica -, oltre agli organismi sovranazionali e/o istituzionali come la Federazione Bancaria Europea, l’Associazione Europea delle Banche Cooperative, l’Islamic Finance Council e la Banca Centrale di Grecia. Un consenso non da poco, anche se purtroppo da oltreoceano nessuno sembra aver raccolto la sfida. Una cosa è certa però: il cambiamento è alle porte. E se è anche l’ABI a dirlo, non possiamo fare altro che impegnarci tutti a migliorare il nostro lascito alle generazioni future. Meglio se a prova di inondazioni.

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