Regtech: tra tecnologia e innovazione

Negli ultimi mesi il mondo finanziario ha assistito a importanti cambiamenti. Tre grandi direttive aprono il 2018: la MIFID 2 (direttiva europea che disciplina i servizi di investimento); la PSD 2 (direttiva europea che regola i servizi di pagamento); la GDPR (regolamento europeo sulla protezione dei dati). Leggi che a volte risultano un po’ fumose, ma molto pervasive. Che vengono poi adottate con grande dispendio di tempo e denaro.

Questa continua crescita di adempimenti obbligatori richiede di processare in tempi strettissimi una grande quantità di dati. È l’obbiettivo delle aziende Regtech che, all’interno dell’area delle Fintech, si propongono di unire in modo virtuoso tecnologia e regolamentazione.  In sostanza, hanno lo scopo di rendere più semplice e meno costoso per i propri clienti il rispetto delle normative attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative.

Osservando la situazione italiana, infatti, gli analisti riportano che ilcosto di complianceha assunto livelli troppo elevati per essere compatibile con i piani di business futuri. Costa troppo mantenere questi presidi e il numero di persone necessarie alle attività. Esiste d’altronde una convinzione diffusa che questi complessi sistemi di controllo non siano poi realmente efficaci: spesso infatti vengono tacciati di non intervenire sulla qualità dei processi o sulle metodologie di controllo dei rischi in maniera esaustiva.

Quali sono dunque i principali obbiettivi di una Regtech company?

Innanzitutto, l’efficienza del sistema di controlli interno, ossia meno costi operativi e meno addetti impegnati; in parallelo, un aumento dell’utilità di questi controlli, derivante dalla sinergia con le altre funzioni di controllo interno, con le strutture operative e di business.

Quali sono poi gli elementi distintivi di una reale e concreta proposizione Regtech?

Primo fra tutti l’adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale e di Machine Learning per aggregare, gestire, analizzare e interpretare grandi quantità di informazioni. L’implementazione di queste soluzioni consente di supervisionare l’operatività dell’azienda finanziaria. Suggerendo per esempio quali possono essere i punti di non conformità, o automatizzando le metodologie di controllo dei rischi. O ancora, controllando le operazioni di pagamento con finalità antifrode o antiriciclaggio ed effettuando verifiche sull’identità della clientela, previste dalla normativa.

Un secondo elemento distintivo è l’adozione di sistemi di RPA (Robot Process Automation) nell’esecuzione dei controlli. Questo livello di automazione, accompagnato dall’utilizzo di piattaforme di GRC (Governance Risk & Control) che gestiscono il workflow delle informazioni, consente di ridurre i tempi e i costi dei controlli, aumentandone al contempo l’efficacia.

Infine, l’utilizzo della Blockchain in tutti quei casi in cui si abbia la necessità di registrare in modo sicuro, certo e immutabile, una qualsiasi “traccia digitale” (Notary Blockchain). Questo è il motivo per cui il settore delle Regtech, seppur ancora di nicchia, sta suscitando grande interesse sia da parte del mercato che degli stessi enti regolatori.